Bellia Rosario

taping Bellia

Protesi dell’anca riabilitazione - case Report completo

Hip Replacement: rehabilitation protocol – Report homes with the use of kinesiology taping

Protesi dell’anca:  protocollo riabilitativo – case Report con l’utilizzo del taping kinesiologico

taping Bellia

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(dopo 4 giorni con la tecnica combinata  tape più compressione – kinesiobellia Italy)

A cura di :

prof. Rosario Bellia

. Docente di taping kinesiologico® presso Università  Statale di Palermo e di Napoli Federico II°

. Docente di taping kinesiologico® presso Università  Statale di Valencia (Spagna) nel 2010

. Presidente dell’Associazione Italiana  Taping Kinesiologico® 

Soggetto uomo di 58 anni con una carriera sportiva giovanile di buon livello agonistico, come lanciatore di disco, ha praticato molto potenziamento con i pesi con carichi elevati. Coxartrosi  di grado notevole da circa dieci anni. Intervento chirurgico il giorno 11 luglio 2013: viene impiantata una protesi  FURLONG in Titanium e delta ceramic. Intervento eseguito presso l’Ospedale di Vimercate (MB) dal dott. Alessandro Spreafico.

 

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Prima dell’intervento il paziente ha eseguito esercizi di tonificazione e mobilizzazione dell’intero arto inferiore interessato, per una buona preparazione all’intervento.

Diario post operatorio:

a)    Due giorni di immobilità nel letto

b)    Terzo giorno viene rimosso il drenaggio e al paziente viene indicato di stare seduto al bordo letto per 30  minuti per due volte

c)     Quarto giorno in piedi con due stampelle cammino con carico sfiorante circa 300 metri nell’arco della giornata, diviso in tratti da circa 30 metri per volta

d)    Quinto giorno  inizio di FKT a letto  con esercizi di mobilizzazione assistita e tonificazione muscolare specifica ( dolore al piriforme con TP attivo), cammino 600 metri circa (dolore all’abduzione VAS 8)

e)    Sesto giorno seconda seduta di FKT con esercizi da in piedi, cammino circa 800 metri

f)     Settimo giorno terza seduta di FKT con impostazione per salire la scala, cammino circa 1000 metri a carico progressivo. Si presenta un sintomo di “iperriflessia” di origine periferica.  Applicazione di Neuroregolatore interattivo per aiutare il drenaggio linfatico

g)    Ottavo giorno: dimissione dall’ospedale, si continua rieducazione a domicilio e si incentiva il cammino. Viene applicato un tape kinesiologico drenante per aiutare l’evacuazione dell’ematoma e dell’edema, sotto la calza anti-trombo

h)    Tredicesimo giorno si tolgono i punti e visto il persistere dell’iperriflessia, viene somministrato il farmaco Lyrica, si continua la somministrazione di calci – eparina. Gli esercizi di FKT vengono aumentati come anche il carico. Ventunesimo giorno si inizia una lavoro di rieducazione al mare: cammino con le stampelle, esercizi di galleggiamento; esercizi specifici di gambe a dorso, divaricata. Persiste l’ematoma in zona ischio-crurale e viene applicato un tape kinesiologico drenante per aiutare l’evacuazione dell’ematoma e dell’edema, abbinato al neuro regolatore intereattivo.

i)      Ventiduesimo giorno si incentiva il lavoro in mare aggiungendo altri movimenti (come da schema allegato)

j)     Ventitreesimo giorno il paziente comincia a nuotare a dorso e stile libero ed entra in acqua senza stampelle. La deambulazione è  più sicura, quindi si abbandona una stampella e si comincia l’impostazione della scala con la gamba operata (destra), ma con appoggio al 50% circa scaricando con la stampella e il corrimano

k)    Ventiquattresimo giorno aumento dei carichi di lavoro: si inizia un esercizio di piegamento eccentrico a piedi pari con tenuta progressiva

l)      Ventisettesimo giorno cammino autonomo senza stampelle,  senza zoppia, sia in casa che per brevi tratti in strada (7 agosto)

m)   Al trentesimo giorno si inizia con un lavoro specifico sulla cicatrice, che è completamente stabilizzata, attuando un scollamento manuale,  a fine seduta si applicano due tecniche di taping kinesiologico specifico sui punti più “retraenti”.

n)    12 agosto – trentaduesimo giorno:  cammino progressivo senza stampelle; mentre per lunghi tratti si usa ancora una sola stampella. Esercizi al mare si comincia la corsa in acqua,  i saltelli a piedi uniti, oltre allo stile a rana e gli esercizi  in eccentrica di piegamento sulle gambe per 15”.

  • o)    16 agosto: il paziente sale le scale in maniera autonoma e comincia a portare piccoli pesi in mano.

p)    19 agosto: nuoto a stile libro circa 200 metri (50 x 4), gambe a dorso circa 100 metri (20 x 5), rana con gambe a delfino per circa 150 metri (30 x 5), forza muscolare “soddisfacente”.

q)    22 agosto: il paziente riesce a mantenere la posizione in quadrupedica sull’asciugamano e raggiungere una buona posizione di flessione femorale in posizione “accovacciata” senza dolore.

r)     27 agosto: controllo ortopedico con radiografia in scarico. Il referto del medico indica un recupero soddisfacente globalmente. Lo specialista fissa un controllo con radiografia in ortostatismo allo scadere del 3 mese dall’intervento, e permette di iniziare la cyclet.

s)     2 settembre il paziente inizia con 5 minuti di cyclet senza resistenza

t)     5 settembre primo giro in bici di km. 2 a scarso impegno muscolare

u)    18 settembre km 10 in bici, il tono muscolare è soddisfacente, buona la ripresa funzionale generale. Scomparsa totale del dolore e miglioramento della sintomatologia anche a livello articolare dell’anca contro laterale.

 

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Il taping kinesiologico nella fase post chirurgica:

a)    Tecnica drenante dell’edema post chirurgico dal 8° giorno post operatorio anche sotto la calza antitrombo

b)    Dal ventesimo giorno non portando più la calza antitrombo si applica una tecnica drenante completa anteriore e posteriore che potenzia notevolmente i risultati di drenaggio emo-linfatico

c)     Al trentesimo giorno si comincia con un lavoro di scollamento manuale della cicatrice, che è completamente stabilizzata, e si applicano due tecniche di taping kinesiologico:

  1. Ad I longitudinale con effetto vacuum
  2. Ad X con punto centrale nelle zone di massima “retrazione tissutale” con effetto spazio localizzato.

    

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IDROKINESITERAPIA in mare

a)    Cammino con due stampelle dentro l’acqua progressivamente sempre più profonda

b)    Galleggiamento di dorso:

1)    Flesso estensione dei piedi

2)    Sforbiciate : gambe a dorso

3)    Divaricata simmetrica

4)    Triplice flessione alternata

5)    Rana rovesciata

6)    Elevazione di un arto inferiore alla volta

7)    Nuotata completa a dorso

c)    Galleggiamento ventrale:

1)    Gambe a stile

2)    Gambe a delfino

3)    Flessione della gamba sulla coscia

4)    Gambe a rana

5)    Nuotata completa a stile libero

d)    Galleggiamento verticale:

1)    Triplice flessione

2)    Skip

3)    Pedalata rotonda

e)    In verticale:

1)    Saltelli a piedi uniti

2)    Corsa sul posto

3)    Slanci laterali

4)    Slanci in avanti e in dietro

5)    Saltelli divaricare riunire

6)    Stretching del retto femorale

7)    In ginocchio nell’acqua bassa

8)    Accosciata in contrazione eccentrica con tenuta progressiva 5” fino a 20”   –  3 serie da 10 ripetizioni

 

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Conclusioni e considerazioni

La chirurgia ortopedica moderna ha fatto dei passi da gigante, raggiungendo dei risultati veramente importanti per ridare “autonomia” alle persone che sono affette da patologie degenerative articolari, che altrimenti darebbero una riduzione dell’autonomia personale oltre al disagio per il dolore. I materiali che vengono utilizzati per l’impianto sono stati ottimizzati,  rendendo il protocollo riabilitativo più veloce, inoltre  permettendo una mobilità sicura e “fluida”.

Questa esperienza personale ha messo in chiara evidenza come se ad un grande “atto di chirurgia ortopedica” non segue un “protocollo riabilitativo” corretto, i risultati non possono essere ottimali.

Ringrazio di cuore il mio amico e chirurgo dott. Sandro Spreafico dell’Ospedale di Vimercate (MB) per la grande amicizia e professionalità, che ha dimostrato in tutto l’iter chirurgico.

Durante la mia rieducazione “autonoma” ho avuto modo di “provare in prima persona” tutti gli esercizi e devo dire, che: da fisioterapisti bisogna essere più comprensivi nei confronti dei nostri pazienti, sempre con la “fermezza” necessaria.

Ringrazio la  “badante”……mia moglie Elvira.

 

  

 

dopo 55 giorni dall’intervento si ritorna verso la “normalità”…che gioia!!!!  la missione anca BIONICA è andata a buona fine.

Bibliografia:

 

– R. Bellia – “ Il taping kinesiologico nella traumatologia sportiva – manuale pratico di applicazione “ ed. Alea Milano – 2011 ( ISBN 978 – 88 – 6172 – 062 – 6).

R. Bellia –  “ Il taping kinesiologico  Metodo Koreano – manuale pratico di applicazione nella traumatologia moderna “ ed. Alea Milano – 2012 ( ISBN).

R. Bellia –  “ Il taping kinesiologico nelle disfunzioni della colonna vertebrale, rachialgie e postura – manuale pratico di applicazione“ ed. Alea Milano –  settembre 2013 ( ISBN).

 

 

 

 

 

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