Bellia Rosario

congresso di Napoli Angiologia 1

Patologie del sistema flebo-linfatico e taping Bellia System Italy

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CONGRESSO INTERNAZIONALE DI LINFOLOGIA

 Napoli 7 novembre 2013

 A cura del  prof. Rosario Bellia – fisioterapista –

. Docente di taping kinesiologico® presso Università  Statale di Palermo e di Napoli Federico II°

. Docente di taping kinesiologico® presso Università  Statale di Valencia (Spagna) nel 2010

. Presidente dell’Associazione Italiana  Taping Kinesiologico®

Abstrach

 Patologie del sistema flebo-linfatico e taping kinesiologico Bellia System Italy

                            Effetto globale del taping kinesiologico:

  • Azione esterocettiva (effetto cerotto):

-“segnale di allerta “

-trazione uniforme sull’area cutanea di adesione;

-azione sui tessuti sottostanti che stimola i recettori delle varie strutture anatomiche;

  • Azione propriocettiva:

-“facilita le afferenze propriocettive perturbate”

La percezione di un arto nello spazio è dovuta ai recettori le cui informazioni vengono integrate a livello corticale (omunculus):

-Organi del Golgi: legamenti e tendini, posizione e direzione movimento;

-Corpuscoli del Pacini: articolazioni, stimolati dagli stiramenti bruschi;

-Recettori del Ruffini: articolazioni, inviano segnali nei movimenti passivi;

-Fusi neuromuscolari: muscolo, inviano segnali negli allungamenti delle fibre.

Gate Control e neurofisiologia molecolare del neurone

(Tr Kandel, E.R., Schwartz, J.H., Jessel)

A livello dello stesso neurone midollare, infatti, convergono diversi tipi di fibre, ognuna del quale porta informazioni sensitive di tipo diverso (principalmente tattili, termiche e dolorifiche): il neurone deve essere quindi in grado di discriminare tra i vari tipi di sensibilità e di assegnare una “priorità” diversa a ciascuno di essi, in modo da portare al cervello un’informazione chiara-pulita

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Azione sulla pelle:

Stimolazione del sistema analgesico endogeno attraverso:

1)    Stimoli sensoriali sugli esterocettori (meccano recettori, termorecettori, nociocettori, chemocettori, recettori elettromagnetici);

2)    Attivazione del sistema inibitore spinale (recettori meccanici);

3)    Teoria del cancello;

4)    Effetto presenza (effetto cerotto).

Aziona i sistemi analgesici endogeni:

a)    Sistema inibitore spinale (Gate control, teoria del cancello);

b)   Increzione di oppioidi endogeni (peptidi secreti dal cervello-encefaline);

c)    Sistema inibitore discendente, che ha una funzione sul controllo del dolore;

d)    Sensory – stimoli sensoriali ai recettori meccanici;

e)    Meno pressione locale sui recettori chimici, meno infiammazione.

 

RECETTORI  SOMATICI O PROPRIOCETTORI:

  1. Estremità libere (dolorifiche)
  2. Corpuscoli di Meissner (recettori tattili)
  3. Corpuscoli del Ruffini (calore)
  4. Corpuscoli del Krause (freddo)
  5. Dischi di Merkel (pressione superficiale)
  6. Corpuscoli di Golgi – Mazzoni (pressione superficiale)
  7. Corpuscoli del Pacini (pressione profonda)
  8. Fusi neuromuscolari (recettori di tensione)
  9. Organi muscolo-tendinei del Golgi

Stimolazione dei meccanocettori:

1)     Golgi – Mazzoni →    sensibile da 2 a 30 gr. di pressione.

2)     Pacini  →   sensibile a forti pressioni .

3)     Meissner  →    sensibili a 1 % di millimetro di stiramento.

Modalità di stimolazione:

a)    Stimolazione cutanea;

b)   Stimolazione fusale;

c)    Ganglio, fascio paleospinotalamico.

-Tutte queste informazioni arrivano percorrendo, il midollo spinale, il cervelletto e giunti alla corteccia cerebrale avviene l’integrazione delle informazioni e la “risposta”, anche a livello posturale (lo stimolo propriocettivo podalico è inconsapevole).

-Stimoli cutanei evocano riflessi complessi (importante nella spasticità).

Effetto presenza del taping kinesiologico e la posturologia:

Si sfrutta l’effetto presenza che è un’estensione del segno locale =

una informazione cutanea costante e ripetitiva, ma mai identica, produce treni di stimoli che arrivano dalla periferia al:

–  midollo spinale

–  tronco dell’encefalo

– aree corticali e sottocorticali

e l’ulteriore integrazione, di tali segnali, a livello del sistema nervoso centrale, produce delle risposte che si estrinsecano perifericamente a livello del Sistema Tonico Posturale ( STP ). Tale sistema ci permette la posizione ortostatica, di opporci alla forza di gravità   (un disequilibrio si traduce in una reazione muscolare di compenso).

Funzione dei nastri sui muscoli:

qualsiasi nastro applicato sulla cute produce un sostegno e una variazione della funzione muscolare:

a) La pelle, la mucosa e i meridiani sono il riflesso superficiale dello stato profondo di salute degli organi, muscoli, articolazioni, capsule;

b) Lo stato patologico di un muscolo, articolazione, organo si manifesta con una debolezza muscolare associata all’area;

c) Un muscolo contratto patologicamente proietta sulla pelle o sulla mucosa una perturbazione neurologica che modifica il potenziale di contrazione muscolare;

d) Una stimolazione muscolare o linfatica può ripristinare il potenziale di contrazione del muscolo se eseguita correttamente (kinesiologia – Louis Nahmani).

Esiste nel corpo una vasta rete per la circolazione dei fluidi:

– sistema sanguigno – fluidi interstiziali

– sistema linfatico – fluidi sinoviali

– liquido cerebro-spinale.

Il loro equilibrio fisiologico (omeostasi) garantisce l’approvvigionamento di sostanze nutritive e lo smaltimento dei prodotti di scarto dell’attività metabolica.

. Ossigeno – Glucosio – Acido lattico

. Grassi -. Proteine – CO2

. Vitamine – Sali minerali – Azoto – Acido urico,etc.

L’ostacolo alla circolazione dei fluidi può derivare da fattori intrinseci (all’interno dei tessuti) o da fattori estrinseci, che esercitano una pressione interna.                Il processo infiammatorio è il principale elemento di “perturbazione”della circolazione dei fluidi, ed è responsabile, dopo una fase acuta più o meno lunga, di una serie di conseguenze croniche spesso invalidanti:

– aderenze

– contratture

– squilibri muscolari

–  edema interstiziale, etc.

La superficie corporea coperta dal taping kinesiologico® forma, durante il movimento corporeo, delle convoluzioni  (come le onde del mare) dei tegumenti, che sono in grado, riducendo la pressione locale, di aumentare lo spazio interstiziale, con un miglioramento del drenaggio linfatico ed ematico (effetto drenante, anti-edema del sistema). Si genera così una sorta di  “volano” di azioni, che permette al corpo di autoequilibrarsi  biomeccanicamente.

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RUOLO   DEI  TAGLI  NEL POSIZIONAMENTO DEL  TAPING:

Nel taping Kinesiologico ,oltre alle differenti tecniche di applicazione, si usano diversi tipi di “taglio”, per esempio: I, Y, X, forchetta, web, basket, donut  (ciambella), ventaglio, tela di ragno, hole (foro), ragnatela, calice, ecc. secondo l’effetto che si desidera ottenere.

Screening test:

La fascia introduce un concetto di globalità, dove il corpo è tutt’uno e le varie parti sono tutte in rapporto le une con le altre: l’approccio globale del paziente si contrappone a quello sintomatico, in cui il sintomo è la spia di una causa da ricercare, ecco perché è spesso necessaria una valutazione globale:

1) Osservazione funzionale: osservazione delle catene muscolari per evidenziare eventuali retrazioni mio-fasciali.

2) Valutazione posturale: analisi delle deviazioni ed asimmetrie.

3) Bilancio articolare: Valutare quali articolazioni possono più facilmente andare incontro ad alterazioni o, in caso di limitazioni già instaurate, valutare la possibilità di ridurle.

4) Osservazione cutanea: Presenza di arrossamenti e di zone a rischio come cicatrici (cheloidi), ulcerazioni, infezioni cutanee, sporgenze ossee (gibbo, scapole alate, orizzontalizzazione del sacro, speroni ossei, ecc.), retrazioni e turgori, temperatura cutanea. Ipertonia del tessuto connettivo.

Trattamenti consigliati prima di applicare il taping kinesiologico:

Prima di confezionare il taping kinesiologico si eseguono delle manovre per cercare di normalizzare il tono muscolare eventualmente  perturbato:

1. mobilizzazione della fascia e manovra di scollamento delle membrane interossee coinvolte (metodo di L. Stecco).

2. si normalizzano le articolazioni interessate.

3. massaggio trasverso profondo del ventre muscolare scollandolo dalle altre fibre (metodo Cyriax).

4. massaggio funzionale con allungamento e compressione perpendicolare del ventre muscolare.

5. disattivare eventuali  trigger-points attivi anche a livello dell’inserzione.

Impariamo a conoscere il nastro:

L’estensibilità del tape è del 40% – 70% come quella della cute, ecco perché dopo qualche minuto dall’applicazione non si sente più la presenza del nastro.     Il nastro nella carta è preteso al 10% (paper-off). Per fare un paragone con le bende ci troveremmo nel settore delle bende  a corta estensibilità (<70%).

La percentuale della trazione da effettuare al nastro è da calcolare in questo modo:

su 10 cm. di nastro,  considerata l’estensibilità del 40%, l’allungamento risulterà:

–             di  4 cm.            100% dell’estensibilità

–             di  2 cm.              50 % dell’estensibilità

Proprietà del tape:

A) 100% cotone, senza latex. (nastro innovativo in NYLON e bi-elastico: sia in senso longitudinale che trasversale).

B) estensibilità del 30-40%  e 70 % della sua lunghezza.

C) permette alla pelle di traspirare.

D) impermeabile.

E) privo di farmaci.

F) adesivo acrilico attivato dal calore della pelle (termocollante).

G) facilmente tollerabile, ipoallergenico.

H) permette l’aumento della ROM articolare ( Range Of Movement ).

I) può essere applicato per più giorni.

L) regola la temperatura cutanea.

M) cromoterapia (blu – riflette la luce, raffredda, per l’infiammazione, sensazione di fresco; fucsia – assorbe la luce, genera calore, decontrattura, etc.).

N) il nastro è attaccato alla carta, di fabbrica, con pre-tensione del 10%          (paper-off).

Si raccomanda di preparare la cute pulita, asciutta e depilata e indenne da patologie trofiche (ulcerazioni, escoriazioni,ect.). 

Classificazione  del nastro da parte del ministero della Salute:

European Class I medical Device NL/CA01/04-07434 ( simile alle calze elastiche medicali).

Controindicazioni:

1) cute irritata o lesionata.

2) allergia accertata alla “colla acrilica”.

3) diagnosi non attinenti alla tecnica.

4) malattie “gravi”, di diagnosi incerta.

5) nevi,etc.

Perché il taping kinesiologico facilita la funzione del sistema linfatico:

L’acqua è il costituente principale dell’organismo; il contenuto in acqua del corpo umano corrisponde al 60-65 % del peso corporeo nell’uomo e al 55-60% nella donna. La quantità di acqua totale tende a diminuire con l’età; nel bambino e nell’adolescente, infatti, l’acqua totale costituisce una quota maggiore.

L’acqua totale è distribuita in due compartimenti:

  • Intracellulare
  • Extracellulare :   – intravasale

– extravasale/interstiziale

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Le cellule ricevono dal sangue tutte le sostanze di cui necessitano tramite il passaggio nel liquido interstiziale, che funge da intermediario fra il sangue e le cellule (potremmo definirlo come “il nostro mare interno”).

Quando il liquido interstiziale è in eccesso può ritornare nei capillari sanguigni oppure può essere convogliato nei vasi linfatici che costituiscono il sistema linfatico (Valvola di sicurezza di Foldi).

L’insieme dei vasi linfatici forma una rete che si sviluppa in tutto il corpo (tranne che nella cornea, snc, cartilagini, etc). Lungo la rete circolatoria linfatica sono presenti i linfonodi (nell’uomo circa 600) che contengono un’alta concentrazione di globuli bianchi, filtrano e purificano la linfa dal suo contenuto di microrganismi e sostanze tossiche .

I vasi linfatici dagli arti inferiori, alla fine del percorso sboccano nella cisterna chili e quindi nel  dotto toracico, che a sua volta sbocca nella vena giugulare sinistra    (alla confluenza con la vena succlavia), così la linfa si mescola al sangue. Il sistema linfatico, a differenza della circolazione sanguigna che è un sistema chiuso con una pompa (cuore), è un sistema aperto che nasce a fondo cieco nei tessuti (istolinfa) e sbocca nel sistema venoso.

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Si noti che i capillari linfatici decorrono prevalentemente nel derma.

Anche i vasi linfatici, come le vene, contengono delle valvole “a nido di rondine”, che assicurano al  flusso della linfa nell’esatta direzione.

Lo spazio fra due valvole viene definito linfangione, si riempie di linfa determinando la contrazione della parete del vaso e la conseguente propulsione della linfa fino al linfagione successivo. Il linfangione è considerato l’unità istofunzionale del sistema linfatico ed è il pace-maker del circolo linfatico perché ha una sua frequenza contrattile basale (come il cuore). Vari stimoli ne aumentano la frequenza contrattile come il Linfodrenaggio manuale ed il taping kinesiologico®, mentre la portata linfatica può essere incrementata dalla temperatura (>42°C).

La frequenza contrattile basale è di circa 12 contrazioni al minuto e tale contrazione può innalzare la pressione (a riposo circa 40 mmHg) fino a 100 – 120 mm Hg durante l’attività.

Dinamica dei vasi linfatici:

Gli scambi delle sostanze trasportate avvengono tutti nella struttura chiamata UNITA’ MICROCIRCOLATORIA composta da tre strutture:

1) vascolare: composta da arteriola e venula;

2) tissutale: è un’armatura tenuta insieme da un cemento: il collagene.

3) linfatico iniziale: in questa sede la struttura linfatica va a captare il liquido   interstiziale, e agisce da micro-pompa.

Il vaso linfatico iniziale è provvisto di ZONULE, permeabili al liquido interstiziale per la presenza dei FILAMENTI DI LEAK, che permettono al vaso di essere ancorato ai tessuti circostanti e attraverso la loro trazione di alternare l’apertura delle zonule aumentando la permeabilità del linfatico iniziale. Questi filamenti di Leak sono molto fragili, ecco perché durante le manovre di massaggio classico è facile romperne numerosi (si ricostruiscono in 48 ore). Per tale motivo è importante sottolineare che le manovre di LDM sono molto dolci e non violente.

Filamenti di Leak : per aumento della pressione interstiziale si tendono determinando l’apertura e il riempimento di linfa del capillare linfatico.

Immagine1 filamenti di Leak

Scambi dell’unità micro circolatoria:

Essi sono legati a gradienti di pressione (Starling):

A)   Pressione di filtrazione: permette l’uscita dei liquidi dal capillare sanguigno:

1)    Pressione idrostatica del capillare: all’interno del vaso

2)    Pressione oncotica: dei tessuti, le proteine nei tessuti trattengono l’acqua e aumentando la pressione i liquidi del vaso tendono ad uscire

B)   Pressione di riassorbimento: permette ai liquidi di entrare nel capillare   sanguigno:

1)    Pressione idrostatica tissutale: la pressione all’interno del vaso tende a far uscire i liquidi, ma la pressione tissutale contrasta ciò e non lo permette;

2)    Pressione oncotica plasmatica: è rappresentata dalla concentrazione delle proteine all’interno del capillare; se è molto elevata l’organismo aspira acqua allo interno del capillare.

Esistono due forze antagoniste che regolano il passaggio dell’acqua dal vaso ai tessuti e viceversa per azione della filtrazione o il riassorbimento.

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Scambi Macromolecolari:

Regolano il passaggio di proteine dai capillari ai tessuti, sono controllati dalla concentrazione proteica e dalla pressione oncotica,etc. L’eccesso proteico, essenzialmente albumina, nell’interstizio determina per effetto oncotico richiamo di acqua con edema interstiziale ed attivazione del circolo linfatico ( valvola di sicurezza). In questo modo il sistema linfatico “ circolazione spazzina” mantiene la giusta idratazione dell’interstizio e della matrice interstiziale. In realtà, nel linfedema, si crea un circolo vizioso in cui il ristagno di proteine (albumina) crea un aumento del richiamo di acqua (effetto oncotico) con aumento del liquido interstiziale, flogosi, riduzione progressiva dell’attività proteolitica dei macrofagi  e fibrosclerosi, così l’edema linfatico diventa rapidamente fibrotico e duro.        Infatti, non a caso, la manovra di riassorbimento manuale (DLM) si esercita con una  delicata pressione meccanica che favorisce gli scambi tissutali (effetto pompa) in modo da consentire l’allontanamento dell’eccesso proteico interstiziale.

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   Il Linfedema è  quindi un esempio classico di edema iperproteico:

Trattamento fisico dell’edema:

1)    Fase d’attacco: massaggio linfodrenante, seguito da 10 minuti di riposo in posizione declive e contenzione, che dopo sarà accompagnata dal taping kinesiologico(da 10 a 30 giorni);

2)    Fase di mantenimento: deve essere adattata al processo clinico del paziente: si passa al tutore elastico (in genere 2a, 3a classe di compressione).

3)    Fase di assenza del terapista: il paziente deve essere in grado di autogestirsi avendo appreso tutte le regole di igiene, le abitudini e le regole di uso della contenzione. Il paziente non deve diventare fisioterapista dipendente.

Linfo-taping – trattamento aggiuntivo degli edemi:

L’applicazione del linfo-taping deve essere valutata in base allo stadio del linfedema da trattare (linfedema primitivo o secondario post-chirurgico) e deve essere eseguita dopo e in aggiunta alle terapie convenzionali.

Meccanismi d’azione del taping kinesiologico:

1. La prima azione è data dalla pelle che viene sollevata; lo spazio che si crea riduce la pressione interstiziale e viene attivato un flusso linfatico verso la zona in cui la pressione è stata ridotta.

2. La seconda azione si ottiene attraverso il movimento corporeo, il tape sollevando la pelle in modo ondulatorio amplifica l’effetto di stiramento/contrazione. Le aderenze del connettivo vengono perciò ridotte ottenendo una migliorata scorrevolezza dei filamenti tra le cellule interstiziali, dell’endotelio, dei linfangi e le fibre del connettivo. Si aprono così più facilmente le porte dei vasi linfatici e la linfa defluisce più velocemente.

3. La terza azione è la funzione conduttrice del tape. Un liquido ha la proprietà di muoversi in certi binari guida. Il tape provvede a una più veloce conduzione della linfa lungo le strutture di conduzione nella direzione desiderata.

Lo stiramento della pelle traziona i filamenti connettivali, che sono direttamente attaccati al capillare linfatico, e tutto ciò permette di  mantenere pervio il lume dei capillari linfatici ( viene favorito il riempimento linfatico del linfangione)

Questi 3 principi di azione rappresentano la base di un drenaggio continuo della zona di applicazione del taping kinesiologico®.

  • E’ di fondamentale importanza oltre ad una corretta applicazione del tape eseguire prima un drenaggio linfatico manuale (DLM  secondo Vodder o Leduc,etc).

La combinazione di terapie manuali (DLM) e linfo-taping garantisce una ulteriore sinergia per un  trattamento ottimale  degli edemi linfatici.

In definitiva il linfo-taping determina i  seguenti effetti:

a) aumento della velocità di flusso venoso – linfatico: determinato dal tape nella zona sottostante con lo spostamento dei fluidi, una distensione dei vasi; l’effetto complessivo è un incremento della velocità di flusso ematico all’interno dei vasi venosi e di deflusso linfatico.

b) effetti biochimici: le forze di tensione e di stiramento che si generano nella zona sottoposta all’applicazione del linfo-taping contribuisco a ridurre la flogosi tessutale.

c) effetti sull’edema: la decompressione provocata dal linfo-taping viene  trasmessa ai tessuti sottocutanei, determinando un aumento della pressione interstiziale; ciò modifica la pressione transmurale determinando una riduzione della filtrazione ed un aumento del riassorbimento sia del capillare linfatico, che sul versante venulare.

E’ importante sottolineare che la tecnica scelta sarà in relazione alle condizioni di ogni singolo paziente.

Possiamo trovarci di fronte a  due tipi fondamentali di edema:

1) linfedemi morbidi (ad elevata componente fluida), il linfotaping utilizza la sua caratteristica di potenziare la fase di drenaggio della componente idrica dell’edema.

2) linfedemi duri (ad elevata componente fibro-sclerotica) il linfotaping sfrutta la capacità di spostare fisicamente i fluidi nel contesto dell’interstizio verso le regioni prossimali ed indirizzarli verso le vie alternative di drenaggio. Si crea,così, una sorta di via alternativa di drenaggio rendendosi simile ad un binario ferroviario che indirizza verso zone alternative-drenanti (bypass del blocco linfatico linfonodale).

Trattamento  decongestionante globale:

verte sull’associazione sinergica delle diverse metodiche al fine di ottenere il migliore risultato possibile per il paziente:

a) linfodrenaggio manuale (DLM)

b) pressoterapia pneumatica

c) bendaggio multistrato ( multicomponente) o a corta elasticità

d) linfo-taping kinesiologico® specifico

e) esercizi di mobilizzazione articolare selettiva

f) esercizi di tonificazione settoriale (isotonici).

g) dieta adeguata.

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                                            APPLICAZIONI  PRATICHE:

A. tecnica con nodi linfatici funzionanti

Si decide la lunghezza del tape misurando dalla zona da drenare fino alla prossima stazione di nodi linfatici. Quindi si taglia il nastro in 4 o 6 strisce con una base arrotondata di circa 3 cm. La base si incolla senza trazione in vicinanza o sopra la stazione dei nodi linfatici, mentre le strisce si incollano con trazione del 5% sul percorso della corrente delle anastomosi. La zona cutanea deve essere pre-stirata e si adoperano tante strisce in base alla grandezza dell’edema (edema  linfodinamico).

 

B. Tecnica linfo-taping con funzionalità insufficiente dei linfonodi.

Se il flusso linfatico è bloccato, per esempio dopo una resezione dei linfonodi, la linfa verrà deviata con l’aiuto del tape verso la stazione linfonodale funzionante prossima o alternativa.

C. Tecnica linfo-taping specifico per tessuto cicatriziale.

Il tape applicato con tecnica a ventaglio sopra una cicatrice o zona cicatrizzata permette una migliore circolazione del sangue e fluidi linfatici, riducendo le aderenze e ammorbidendo il tessuto connettivo. La zona della pelle dopo l’applicazione avrà un colorito normalizzato e tessuto meno rigido. Prima si applica un massaggio di “scollamento” o la “coppettazione”.

Modalità di posizionamento del taping  su cicatrice:

1) seguendo la direzione della cicatrice.

2) trasversale alla cicatrice.

3) space correction.

Bendaggio compressivo multistrato e taping elastico:

Sotto un bendaggio compressivo multistrato il taping elastico non ha più funzione in quanto  viene praticamente annullato, ecco perché nei linfedemi il taping elastico si utilizza in modalità “compressiva”. La pressione interstiziale non deve essere negativa, ma deve volgere verso la positività, perché l’edema nel linfatico è ricco di albumina che sviluppa una pressione oncotica e pertanto è fondamentale il suo allontanamento attraverso la linfa in modo da combattere ed evitare la fibrosi. Inoltre, a mio avviso è spesso meglio utilizzare delle tecniche miste in base alle singole esigenze:

a) taping elastico decompressivo più calze elastiche (tipo antitrombo).

b) bendaggio compressivo multistrato con aggiunta di tecniche decompressive con il taping elastico per bypassare le zone che hanno linfonodi mancanti o malfunzionanti.

c) taping elastico compressivo sotto un bendaggio multistrato per stimolare in maniera adeguata i recettori cutanei (edemi).

Meccanismo di tipo neuro-vascolare

le depressioni determinate dal sollevamento verso l’alto del taping funzionerebbero con effetto suzione (vacuum) stimolando il drenaggio linfatico, forse aprendo anastomosi anche linfo-venose: tutto ciò deve essere validato con una linfoscintigrafia sequenziale.

E’ meglio utilizzare delle tecniche miste in base alle singole esigenze.

Il linfo taping in una modalità innovativa:  

Applicazione del taping kinesiologico con due tecniche specifiche:

a)1° metodo- drenaggio “classico” verso i linfonodi:

si applicherà il nastro tagliato a ventaglio seguendo le linee di sgrondo del sistema linfatico, con la base appena sotto il linfonodo oppure oltre in direzione centripeta (in base alle pieghe cutanee), con la zona da bendare in allungamento e depositando il nastro a 0% di tensione, se il paziente non riesce a mettere in allungamento la parte si produrrà una trazione sulla base del nastro per creare le convoluzioni.

b) 2° metodo – mobilizzazione dei liquidi: con tecnica  di “retroazione balistica – effetto recoil”:

La base dei ventagli, di dimensione adeguata alla zona da bendare, sarà posizionata a livello prossimale dell’arto, mentre le ali saranno in direzione distale con una inclinazione di 45° e con tensione del nastro circa del 10-30 %, con posizione in allungamento della cute da bendare. Si avrà un’azione tissutale appunto che possiamo definire di “retroazione o effetto recoil”: il  nastro solleverà la cute  per mezzo dell’azione elastica che va dalle ali verso la base, ciò  faciliterà  per “retroazione” lo scorrimento della linfa in direzione opposta,  quindi con un’azione di spinta verso la stazione linfatica successiva.  Questa tecnica è indicata per i drenaggi emo-linfatici nei soggetti che non hanno patologie linfatiche conclamate e che presentano una buona possibilità di movimento. Il nastro produrrà un’azione simile alla mano del terapista mentre esegue il massaggio linfodrenante. Con l’applicazione del nastro la facilitazione emolinfatica drenante verrà attivata dal movimento corporeo generale, seguendo l’andamento tridimensionale  della struttura “fasciale”. Questa tecnica è meno efficace nei pazienti con scarsa mobilità corporea.

c)3° metodo – mobilizzazione dei liquidi: con tecnica combinata classica e di “retroazione”:

Questo metodo è indicato quando si vuole un’azione di drenaggio più efficace nelle patologie che richiedono di ottimizzare lo smaltimento dei liquidi in “stasi”. Rimane però la prerogativa importante che il paziente deve avere una discreta possibilità di movimento altrimenti questo metodo rimane poco indicato. Dal punto di vista applicativo rimangono le indicazioni appena esposte, con la possibilità di portare le ali del ventaglio più prossimale occupare lo spazio libero fra le strisce di nastro del ventaglio distale.

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Indicazioni all’applicazione del linfo-taping:

a)    Tutti gli edemi;

b)   Infiammazioni e dolori (reumatologici e traumatologici)

c)    Infezioni localizzate e/o piaghe localizzate (non si benda la zona focale)

d)    Cicatrici

e)    Insufficienze venose leggere (gambe pesanti)

f)     Recupero dopo uno sforzo muscolare

g)    Trattamento degli ematomi

h)    Turbe trofiche

Controindicazioni  al  linfo-taping:

a)    Infezioni estese: accompagnate da febbre, edema, rubor, calor,erisipela,etc.

b)   Linfangite con brìvidi e febbre

c)    Ulcere linfatiche e linforrea

d)    Neoplasie.

applicazioni alle disfunzioni del muscolo diaframma nel drenaggio linfatico.  Quando si tratta il linfedema è importante considerare che l’edema delle vie superficiali deve viaggiare lungo il sistema linfatico profondo per essere drenato. Ecco perché è essenziale “pulire” le vie profonde prima di convogliare la linfa della superficie. Quest’azione è facilitata dalla respirazione bilanciata, che assicura meno stress agli organi interni: reni, polmoni, cuore e organi addominali. La stimolazione dell’intestino crasso e tenue favorisce l’eliminazione del fluido in eccesso da convogliare verso il dotto toracico.

Quando il m. diaframma presenta uno squilibrio di tono e si verificano: difficoltà respiratorie, singhiozzo, ptosi viscerale ,etc. Per facilitare il drenaggio linfatico verso il dotto toracico, dato dalla decompressione toracica:

Decompressivo: in fase inspiratoria partendo dall’apofisi spinosa D12 (variante D8) e verso i lati a 0 tensione.

Stabilità: in fase inspiratoria con 20% di tensione (zona centrale al nastro), variante da D12 seguendo la 12° costa all’apofisi ixfoidea sempre tensione 20%.

Applicazioni pratiche del linfo-taping ed esercitazioni:

Dal punto di vista tecnico del bendaggio si userà la modalità decompressiva, con posture adeguate e tensione del nastro da zero a 25%.

1 ) Arto superiore:

a) drenaggio linfatico

b) drenaggio dei gangli ascellari:

1) Linfonodi superiori

2) Linfonodi medi

3) Linfonodi inferiori

 

Drenaggio linfatico del braccio:

– nel braccio anteriore si distinguono tre percorsi principali:

1) bicipitale interno

2) bicipitale anteriore

3) bicipitale esterno (il 30% della linfa non passa dai linfonodi ascellari e drena direttamente nei linfonodi retroclavicolari – via  di Mascagni – importante nelle mastectomizzate).

– nel braccio posteriore percorso tricipitale

Avambraccio:

– Anteriore:

a) corrente radiale

b) corrente cubitale

– Posteriore:

a) corrente radiale

b) corrente cubitale

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Avambraccio e  mano

1) Faccia palmare:

a) prossimale

b) distale

2) faccia dorsale

 

2) Arto inferiore:

a) drenaggio della parte inferiore dell’addome e dei glutei

b) drenaggio della gamba e del piede

Esthetic Taping System Alibel

Taping Bellia System Alibel

1) Rete superficiale verso l’origine della safena: calcagno – sotto il malleolo mediale e laterale;

2) la gamba:

– percorso safeno interno

– percorso safeno esterno

– percorrendo la faccia interna ed esterna (meno importante) della coscia fino ai linfonodi inguinali.

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3) taping completo dell’arto inferiore.

A livello della coscia posteriore i collettori linfatici si dividono dalla parte mediana verso i linfonodi inguinali seguendo un percorso mediale e laterale.

d)           drenaggio dei gangli inguinali e della coscia

Caso di ematoma arto inferiore da distrazione muscolare di 3° grado 

 

congresso di Napoli Angiologia

Le cicatrici di per sé non rientrano nella categoria delle patologie, tuttavia, se dotate di determinate caratteristiche, esse possono diventare fonte di alterazioni posturali, di dolori, di disagi organici o respiratori  dunque fonte di patologie.

Trattamento delle cicatrici:

La loro “reattività”  può essere registrata da uno strumento elettronico che misura i potenziali di tossicità o con test chinesiologici di forza (test di Noger).

Sotto la voce generica di cicatrici vengono inclusi: interventi chirurgici, ferite, abrasioni profonde, ustioni, tatuaggi.

Tutto ciò che altera lo stato della pelle e la sua integrità. Il tessuto cicatriziale spesso crea aderenze sottocutanee, perdita di elasticità (cheloidi), crea trazione meccanica sul tessuto circostante (pelle, muscolo, organi interni,ecc.).

a) Danno meccanico (elasticità);

b) Danno energetico (blocco energetico).

Trattamento :

  • Massaggio di scollamento in base ai cheloidi e le linee di aderenza.
  • Utilizzo della coppettazione per aiutare la mobilizzazione del sottocute.

Conclusioni e considerazioni  su aspetti specifici:

a) regole di applicazione:

– Effettuare prima:  DLM, ginnastica antiedemigena;

– Effettuare dopo:  riposo in declive e movimenti dolci.

b) accorgimenti per ottimizzare il linfo-taping kinesiologico®:

1)    Il nastro si applica sempre a tensione 0 – 5 % e con pelle stirata;

2)    La base del nastro va sopra o oltre il linfonodo funzionante;

3)    Le ali dei ventagli percorrono una traiettoria rispettando le linee di sgrondo;

4)    Calcolare bene le vie alternative nel caso di linfonodi mancanti;

5)    Esaminare bene l’integrità della cute prima di applicare il nastro elastico;

6)    Nelle applicazioni successive osservare le “zone drenate” per coprire quelle da drenare.

Le regole applicative del taping kinesiologico Bellia System:

a)    Il nastro non si chiude mai.

b)   Le traiettorie devono avere un ancoraggio.

c)    Il nastro passa sempre tagliato: dal cavo popliteo, cavo ascellare, zona interna del gomito, inguine, malleoli.

d)    Non si passa con il nastro dalla zona metafisaria della cresta tibiale.

e)    I muscoli posturali si bendano sempre bilateralmente.

f)     Le traiettorie stabilizzanti dopo l’attività intensa  si devono rimuovere.

g)    Le applicazioni decompressive sono sempre sotto quelle stabilizzanti.

h)    Mentre si esegue il bendaggio bisogna avere una postura corretta e simmetrica.

i)     Nei bendaggi linfatici rispettare le traiettorie di “sgrondo emo – linfatico” e le vie alternative.

Schema delle vie alternative del DLM valide anche per il Taping:

Linfedema arti inferiori con interruzione linfatica inguinale:

1. Drenaggio degli incavi ascellari. 

2. Drenaggio delle anastomosi superficiali  della via inguino-  ascellare.

3. Drenaggio dell’ incavo inguinale sano.

4. Drenaggio delle anastomosi superficiali  della via sovrapubica.

5. Drenaggio delle anastomosi superficiali  della via interglutea.

 

BIBLIOGRAFIA:

 – Izzo  M. in COMPRESSION : Consensus Conference on Compression Theraphy , 2a edizione,Ed.Minerva medica,2009.

–   Izzo M. in Linee Guida  CIF 2013. Acta Phlebologica,, Edizioni Minerva medica. vol.14,suppl1 al N.2, agosto 2013.

– Bellia – Selva  – Il taping kinesiologico nella traumatologia sportiva – manuale pratico di applicazione “ – ed. Alea Milano – 2011

– Bellia Rosario- Il taping kinesiologico  Metodo Koreano – manuale pratico di applicazione nella traumatologia moderna “ – ed. Alea Milano – 2012

– Bellia Rosario – Taping Kinesiologico e colonna vertebrale – manuale di applicazione per le disfunzioni della colonna vertebrale, rachialgie e disordini posturali. – ed. Alea Milano – 2013

 

COPERTINA 3-prima  Primo Libro  Secondo Libro

 

Per ulteriori informazioni,chiarimenti  e richiesta letteratura contattare:

Associazione Italiana Taping Kinesiologico(R)

prof. Bellia Rosario belliarosario@virgilio.it

sito : www.tapingbellia.com

Buon lavoro a tutti VOI     Rosario.  Intervistaindia

 

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