Bellia Rosario

La SARCOPENIA e il movimento: quando l’età altera il metabolismo proteico il movimento è uno degli antidoti

La SARCOPENIA e il movimento: quando l’età altera il metabolismo proteico il movimento è uno degli antidoti

La SARCOPENIA e il movimento: quando l’età altera il metabolismo proteico il movimento è uno degli antidoti

Sarcopenia, deriva dal greco e indica una perdita di massa muscolare. Si osserva naturalmente con l’invecchiamento perché, come per tutti i nostri organi e apparati, anche il muscolo invecchia, si assottiglia, diviene poco efficiente, può infiltrarsi di grasso. Diversi studi hanno dimostrato come la sarcopenia si associa ad alterazioni nel: metabolismo glicidico, cardiache, ossee, psico-affettive e cognitive. La perdita della forza muscolare può essere di circa l’8% e decade a partire dai 45 anni di età, del 20-30% tra i 50 e 70 anni, procedendo progressivamente sino ad una perdita del 30% dopo i 70 anni; parallelamente si registra mediamente una perdita di massa muscolare dell’ordine di 1,5-2,5% per anno a partire dai 60 anni. Un ritmo di depauperamento del patrimonio muscolare che ne comporta il dimezzamento entro i 75 anni di età.

Un anziano sarcopenico è un individuo ad alto rischio di “fragilità”. Gli indicatori clinici di questa condizione sono la debolezza, l’affaticabilità, la paura di cadere, l’instabilità, insieme a dimagrimento, osteopenia per citarne solo alcuni.

Al contrario della fragilità, che è una condizione irreversibile una volta comparsa, la sarcopenia, se riconosciuta in tempo, si può prevenire o almeno contrastare. È un processo fisiologico di invecchiamento del muscolo, quindi non si può arrestare, tuttavia si può rallentare.

Un’attività fisica regolare e calibrata sull’età dell’anziano e un’alimentazione con un adeguato apporto proteico ed eventualmente un’integrazione nutrizionale sono in grado di rallentare la progressione della sarcopenia.

L’anziano è per definizione complesso, poiché nella gran parte dei casi è portatore di una serie di patologie e di farmacoterapie che possono, a volte, essere correlate alla perdita della massa muscolare. Ad esempio il diabete, a volte accompagnato da insulino resistenza e a ridotta sintesi proteica; malattie reumatiche, reumatologiche, infiammatorie, neoplasie, difficoltà di masticazione: sono tutte condizioni potenzialmente associate a sarcopenia dell’anziano.

Integratori dietetici a base di proteine, in particolar modo aminoacidi a catena ramificata, si sono dimostrati efficaci negli anziani, in particolare se associati ad una attività fisica adeguata, nel rallentare la perdita di massa muscolare.

La ricerca ci dimostra come lo stile di vita, la nutrizione, l’attività fisica possano contrastare in modo efficace il decadimento fisico dell’invecchiamento. Invecchiare è naturale ma invecchiare bene, richiede un adeguato impegno e di consapevolezza. Ben venga la divulgazione scientifica: la Sarcopenia è ancora considerata una condizione ineluttabile e progressiva, invece va diagnosticata in tempo e opportunamente contrastata. Solo così potremo confidare in un invecchiamento naturale e sano.

La sarcopenia porta ad una progressiva diminuzione della qualità e quantità del prezioso patrimonio muscolare, per questo si è più soggetti a tutti quegli imprevisti tipici dell’età avanzata:

  1. cadute
  2. maggior rischio di fratture
  3.  posture errate che portano a deformazione ossee, sovraccarico delle articolazioni e delle strutture passive come tendini e legamenti che si sobbarcano il lavoro che dovrebbero fare i muscoli.

Anche a livello metabolico c’è un certo impatto dato che il muscolo produce specifici fattori grazie all’attività muscolare.
In questa sindrome a livello fisiologico possiamo notare i seguenti campanelli di allarme:
1) riduzione cellule satelliti (si occupano della rigenerazione)

2) riduzione delle dimensioni delle fibre muscolari fino al 40% (in particolare di tipo II)
3) diminuzione del numero delle fibre muscolari di 40%
4) meno eccitabilità (meno recettori)
5) diminuzione del contenuto della proteina miosina (riduce il numero di ponti trasversali e la forza limite)
6) rigidità articolare
7) aumento del contenuto di grasso muscolare
8) inattività (che colpisce il tipo I) e patologie abbinate come il cancro, il diabete e insufficienza cardiaca cronica (tipo II)
9) perdita di contenuto e della funzione mitocondriale (produzione di ATP).

Se notiamo debolezza muscolare, soprattutto nella presa manuale, perdita di massa magra e diminuzione delle prestazioni fisiche, facile affaticamento, bisogna cominciare a prendere i giusti provvedimenti.
Facendo attività con i sovraccarichi la capillarizzazione dei muscoli migliora (5,6) e questo è il primo passo su cui basare anche un miglior lavoro di ipertrofia, grazie all’apparto circolatorio “più efficiente”. Tale capillarizzazione consente anche di irrorare aree periarticolari che necessitano di un buon nutrimento. “Type II muscle fibre capillarization at baseline may be a critical factor for allowing muscle fibre hypertrophy to occur during prolonged resistance exercise training in older men.”
A tutto questo lavoro fisico di mantenimento e miglioramento del patrimonio muscolare, affiancare anche una strategia nutrizionale sembra essere la scelta vincente, ma non c’è bisogno di usare chissà quante proteine o supplementi “resistance training is an effective way to increase muscle mass and strength, regardless of protein supplementation”.
Oltre a guadagnare a livello di forza ci sono miglioramenti anche delle funzioni cognitive, come dimostrato da recenti ricerche.

ALIMENTAZIONE SBAGLIATA

Escludendo le patologie che possono favorirne l’evoluzione della sarcopenia, ad incidere a livello muscole sono soprattutto fattori esterni: in particolare risorse alimentari sbagliate, cioè carenti di proteine, invece essenziali nell’anziano. «Abbiamo avuto conferma dal Progetto Sprint (Sarcopenia and Physical fRailty IN older people: multi-componenT Treatment strategies) – spiega il professor Roberto Bernabei, presidente di Italia Longeva – un ampio studio che ha coinvolto 1.500 ultrasettantenni e diversi centri di tutta Europa, Italia compresa, che per tutelare l’anziano dal rischio sarcopenia sono necessarie almeno 1,2 grammi di proteine quotidiane per chilo di peso corporeo.  Una soglia invece raramente rispettata». Il Progetto Sprint-t è ancora in corso, quindi gli esperti si attendono possibili nuove evidenze in aggiunta a quelle già emerse e che possono influenzare nel bene e nel male la fragilità e la massa muscolare. Una revisione sistematica pubblicata su Age and Ageing dalla International Sarcopenia Initiative, esamina poi l’efficacia di vari tipi di intervento, come quelli basati sull’esercizio di resistenza, sotto la supervisione del medico, che può aiutare a migliorare la forza e le performance fisiche. Qualche beneficio è riscontrato anche con la supplementazione di aminoacidi essenziali (EAA), compresi i supplementi a base di leucina e HMB (acido beta-idrossi beta-metilbutirrico). Anche se, concludono gli autori, non ci sono dati consistenti per raccomandarne l’utilizzo ai pazienti con sarcopenia. 
LA DIETA

«Una dieta nutriente over 65 – aggiunge ancora Bernabei – dovrebbe sempre prevedere l’apporto di fibre, proteine (anche vegetali), fitosteroli e polifenoli, aminoacidi, acidi grassi essenziali, antiossidanti, omega-3, sali minerali e vitamine, coenzima Q10, steroli, selenio, acido folico e ferro insieme a supplementi proteici e a integratori specifici suggeriti dal medico di riferimento o dallo specialista».

Il moto negli anni d’argento va praticato tutti i giorni, perché svolge una funzione preventiva e terapeutica, ovvero contribuirebbe a ridurre in maniera significativa l’incidenza di disabilità maggiore riguardante la mobilità, definita come incapacità di camminare per 400 metri. Sono le evidenze emerse dallo studio randomizzato LIFE (Lifestyle Interventions and Independence for Elders), condotto in otto centri e coordinato dall’Università della Florida, su oltre 1.600 persone di età compresa fra 70 e 89 anni che ha paragonato gli esiti di una attività fisica moderata e di lunga durata contro un semplice intervento educazionale su temi di buona salute generale.


Conclusioni: rimanere giovani e performanti si può sia a livello fisico che mentale. Basti pensare a chi ha fatto dell’attività fisica la sua vita, come i numerosi maestri di arti marziali: agili, potenti, con un fisico che molti 20enni si sognano, dalla grande intelligenza, cultura e velocità decisionale.

Sitografia per approfondire l’argomento:

1)”Selective accumulation of MyoD and myogenin mRNAs in fast and slow adult skeletal muscle is controlled by innervation and hormones”
http://dev.biologists.org/content/118/4/1137.short
2)”Leukocytes, cytokines, growth factors and hormones in human skeletal muscle and blood after uphill or downhill running” http://onlinelibrary.wiley.com/…/…/jphysiol.2003.056598/full
3)”Effects of strength training on muscle power and serum hormones in middle-aged and older men” http://jap.physiology.org/content/90/4/1497.short
4)”Resistance exercise training increases mixed muscle protein synthesis rate in frail women and men ≥76 yr old”
http://ajpendo.physiology.org/content/277/1/E118.short
5) “Resistance Training Increases Skeletal Muscle Capillarization in Healthy Older Men.”
http://europepmc.org/abstract/med/27327032
6) “Muscle fibre capillarization is a critical factor in muscle fibre hypertrophy during resistance exercise training in older men” http://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1002/jcsm.12137/full
7) “The Effect of Resistance Training and Different Sources of Postexercise Protein Supplementation on Muscle Mass and Physical Capacity in Sarcopenic Elderly Men” http://journals.lww.com/…/The_Effect_of_Resistance_Training…
8) “Improved skeletal muscle mass and strength after heavy strength training in very old individuals” http://www.sciencedirect.com/…/article/pii/S0531556516304946
9)”Mediation of Cognitive Function Improvements by Strength Gains After Resistance Training in Older Adults with Mild Cognitive Impairment: Outcomes of the Study of Mental and Resistance Training “http://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1111/jgs.14542/full

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