Bellia Rosario

Facilitazione Cronica del dolore e il taping kinesiologico® Bellia method

La tecnica di drenaggio linfatico di retroazione balistica: “attrae e spingere eccentrico funzionale sequenziale” – tapingbellia –

 IL linfo taping in una modalità innovativa:

 Applicazione del taping kinesiologico con due tecniche specifiche:

1° metodo- drenaggio “classico” verso i linfonodi:

si applicherà il nastro tagliato a ventaglio seguendo le linee di sgrondo del sistema linfatico, con la base appena sotto il linfonodo oppure oltre in direzione centripeta (in base alle pieghe cutanee), con la zona da bendare in allungamento e depositando il nastro a 0% di tensione, se il paziente non riesce a mettere in allungamento la parte si produrrà una trazione sulla base del nastro per creare le convoluzioni.

Meccanismi d’azione del linfotaping:

  1. La prima azione è data dalla pelle che viene sollevata, lo spazio che si crea riduce la pressione interstiziale e viene attivato un flusso linfatico verso la zona in cui la pressione è stata ridotta.
  2. La seconda azione si ottiene attraverso il movimento corporeo, il tape sollevando la pelle in modo ondulatorio amplifica l’effetto di stiramento/contrazione. Le aderenze del connettivo vengono perciò ridotte ottenendo una migliorata scorrevolezza dei filamenti tra le cellule interstiziali, dell’endotelio, dei linfangi e le fibre del connettivo. Si aprono cosi più facilmente le porte dei vasi linfatici e la linfa defluisce più velocemente.
  3. La terza azione è la funzione conduttrice del tape. Un liquido ha la proprietà di muoversi in certi binari guida. Il tape provvede a una più veloce conduzione della linfa lungo le strutture di conduzione nella direzione desiderata.

2° metodo – mobilizzazione dei liquidi: con tecnica di “retroazione balistica – effetto recoil”:

La base dei ventagli, di dimensione adeguata alla zona da bendare,  sarà posizionata a livello prossimale (più lontano dal cuore) mentre le ali saranno in direzione distale con una inclinazione di 45° e con tensione del nastro circa del 10-30 %, con posizione in allungamento della zona da bendare.  Si avrà un’azione tissutale appunto che possiamo definire di “retroazione o effetto recoil”: il  nastro solleverà la cute  per mezzo dell’azione elastica che va dalle ali verso la base, ciò  faciliterà  per “retroazione” lo scorrimento della linfa in direzione opposta, ovvero verso il cuore, quindi con un’azione di spinta verso la stazione linfatica successiva. Questa tecnica è indicata per i drenaggi emo-linfatici nei soggetti che non hanno patologie linfatiche conclamate e che presentano una buona possibilità di movimento. Il nastro produrrà un’azione simile alla mano del terapista mentre esegue il massaggio linfodrenante. Con l’applicazione del nastro la facilitazione emolinfatica drenante verrà attivata dal movimento corporeo generale, seguendo l’ andamento tridimensionale della struttura “fasciale”. Questa tecnica è meno efficace nei pazienti con scarsa mobilità corporea.

 3° metodo – mobilizzazione dei liquidi: con tecnica combinata classica e di “retroazione”:

Questo metodo è indicato quando si vuole un’azione di drenaggio più efficace nelle patologie che richiedono di ottimizzare lo smaltimento dei liquidi in “stasi”. Rimane però la prerogativa importante che il paziente deve avere una discreta possibilità di movimento altrimenti questo metodo rimane poco indicato.

Dal punto di vista applicativo rimangono le indicazioni appena esposte, con la possibilità di portare le ali del ventaglio più prossimale occupare lo spazio libero fra le strisce di nastro del ventaglio distale.

Facilitazione Cronica del dolore e il taping kinesiologico® Bellia method

Il dolore diventa patologico quando si “auto mantiene”, perdendo il significato iniziale e diventando a sua volta una malattia (sindrome dolorosa) (Mannion & Woolf, The Clinical Journal of Pain, 2000).

È “cronico” il dolore associato a profonde modificazioni della personalità e dello stile di vita del paziente che costituiscono fattori di mantenimento indipendenti dall’azione dei nocicettori.

Il dolore cronico presente nelle malattie degenerative, neurologiche, oncologiche, specie nelle fasi avanzate e terminali di malattia, assume caratteristiche di dolore GLOBALE, legato a motivazioni fisiche, psicologiche e sociali, come evidenziato nei documenti dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS).

Il sistema nervoso sviluppa dei CICLI di RETROAZIONE che favoriscono la patogenesi del dolore cronico, l’incidenza è del 10%  rispetto al dolore generale e può portare alle distonie e  all’ALLODENIA.

 Le cellule gliali producono un neurotrasmettitore (proteina) che “ingolfa” il sistema interziale ed oltre a creare un edema zonale diffuso, interagisce con il sistema sensoriale, provocando appunto distonia ed ALLODENIA. Innescando una catena lesionale e quindi la facilitazione cronica. Affascinante meccanismo patogenetico che sto studiando per provare una tecnica di taping kinesiologico, presto aprirò un post specifico sui documenti.

Lo sfioramento della cute con un batuffolo di cotone non genera alcuna sensazione sgradevole o dolore. Quando ciò avviene parliamo di “allodinia” (Graceley 1996).

FONTE originale: http://www.ted.com/talks/lang/it/elliot_krane_the_mystery_of_chronic_pain.html?source=facebook#.T2-oun_o1HI.facebook

Tecnica di applicazione del taping kinesiologico per affrontare le problematiche del dolore cronico:

come si può dedurre dalla descrizione  patogenetica gli obiettivi fisioterapici per ristabilire l’equilibrio fisiologico e quindi il ritorno allo stato di salute sono:

  1. Ripristino della mobilità adeguata della struttura anatomo-funzionale interessata
  2. Drenaggio dei liquidi infiammatori prodotti dalle cellule gliali e dal“ciclo di retroazione”
  3. Riequilibrio del tono muscolare
  4. Normalizzazione della sensibilità cutanea (via afferente).

Protocollo riabilitativo:

  • Applicazione di neuro regolazione interattiva: E’ uno strumento di nuova generazione, che produce un algoritmo d’impulsi elettrici, mediante l’attivazione di un circuito a retroazione negativa. Questo strumento è in grado di leggere i valori d’impedenza della pelle e di trasmettere impulsi elettrici attraverso lo speciale algoritmo d’interazione con l’organismo.
  • Cauta mobilizzazione delle articolazioni interessate con i vari metodi di facilitazione.
  • Massaggio di linfodrenaggio per smaltire i liquidi infiammatori.
  • Rieducazione propriocettiva per riprogrammare il gesto finalistico.
  • Applicazione del taping kinesiologico con due tecniche specifiche:
  1. Linfotaping per drenare i liquidi infiammatori due metodi:

a) 1 metodo- drenaggio classico verso i linfonodi:

si applicherà il nastro tagliato a ventaglio seguendo le linee di sgrondo del sistema linfatico

Meccanismi d’azione del linfotaping:

  1. La prima azione è data dalla pelle che viene sollevata, lo spazio che si crea riduce la pressione interstiziale e viene attivato un flusso linfatico verso la zona in cui la pressione è stata ridotta.
  2. La seconda azione si ottiene attraverso il movimento corporeo, il tape sollevando la pelle in modo ondulatorio amplifica l’effetto di stiramento/contrazione. Le aderenze del connettivo vengono perciò ridotte ottenendo una migliorata scorrevolezza dei filamenti tra le cellule interstiziali, dell’endotelio, dei linfangi e le fibre del connettivo. Si aprono cosi più facilmente le porte dei vasi linfatici e la linfa defluisce più velocemente.
  3. La terza azione è la funzione conduttrice del tape. Un liquido ha la proprietà di muoversi in certi binari guida. Il tape provvede a una più veloce conduzione della linfa lungo le strutture di conduzione nella direzione desiderata.

b) 2 metodo – mobilizzazione dei liquidi: con tecnica  di “retroazione – effetto recoil”:

La base dei ventagli, di dimensione adeguata alla zona da bendare,  sarà posizionata a livello prossimale (più lontano dal cuore) mentre le ali saranno in direzione distale con una inclinazione di 45° e con tensione del nastro circa del 10-30 %, con posizione in allungamento della zona da bendare.  Si avrà un’azione tissutale appunto che possiamo definire di “retroazione o effetto recoil”: il  nastro solleverà la cute  per mezzo dell’azione elastica che va dalle ali verso la base, ciò  faciliterà lo scorrimento della linfa in direzione opposta, ovvero verso il cuore, e quindi verso la stazione linfatica successiva. Questa tecnica è indicata per i drenaggi emo-linfatici presenti in soggetti che non hanno patologie linfatiche conclamate e che hanno una buona possibilità di movimento. Il nastro produrrà un’azione simile alla mano del terapista mentre esegue il massaggio linfodrenante. Con l’applicazione del nastro la facilitazione emolinfatica drenante verrà attivata dal movimento corporeo generale, seguendo l’ andamento tridimensionale della struttura “fasciale”. Questa tecnica è meno efficace nei pazienti con scarsa mobilità corporea.

 

  1. Stimolazione dei recettori cutanei: si utilizzeranno delle traiettorie con tensione variabile in base alla fase della malattia seguendo l’andamento delle innervazioni cutanee. L’applicazione del nastro sarà fatta con tensione 0% e con la parte da bendare in massimo allungamento per stimolare il “gate control”

 Assioma di Beevor: “il cervello non conosce assolutamente l’azione di un singolo muscolo, ma solo il movimento”. Ecco perchè non ha signiificato terapeutico applicare il taping kinesiologico a singoli muscoli, ma si dovrebbe fare sempre un’osservazione della disfunzione del movimento (Metodo Koreano – tapingbellia).

per approfondire la tecnica del linfotaping Bellia System consulta il libro:   “Il taping kinesiologico nella traumatologia sportiva Moderna” libro Atlante ed. Nuova Piccin – Padova ( ISBN 978-88-299-2795-1 ) maggio 2018

       

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